Campione italiano nel 1989, Roberto Sassone è il riferimento FMI per i giovani della Velocità, sia dal lato tecnico che umano. Tra i nomi seguiti spiccano Bezzecchi, Bulega, Lunetta
Ai miei tempi non era come oggi”. Mi sento ripetere spesso questa frase quando parlo con chi è stato pilota negli anni ’80 e ’90. Il riferimento è al percorso che all’epoca affrontavano i giovani per intraprendere una carriera nel mondo della velocità su due ruote. Niente istruttori tecnici, assenza di corsi di formazione, nessun programma di allenamento mirato. Un papà come coach, talento innato e un pizzico di fortuna determinavano il successo di alcuni. Poi qualcosa è cambiato. Il punto di svolta nel 2009, quando Roberto Sassone, oggi Direttore Tecnico Velocità FMI, ricevette il suo primo incarico. “Un giorno ero a casa con mia moglie. Lei stirava mentre io stavo al pc. Ricordo che lessi di un bando per diventare Tecnico Federale. Mi sarebbe piaciuto ma ero certo che non mi avrebbero mai preso e quindi abbandonai subito l’idea. Paola spedì l’iscrizione a mia insaputa e qualche tempo dopo mi chiamarono a frequentare il corso e sostenere gli esami”. Sassone superò le selezioni, divenne tecnico velocità FMI di primo livello e qualche mese dopo ricevette il primo incarico presso la pista minimoto di Ottobiano, in provincia di Pavia… – Continua a leggere su Motitalia




























